La storia

Nel 2014 nel solito turbinio di cattedre tipiche della scuola italiana Mario finisce a lavorare all’IIS G.Vallauri, scuola tecnica del cuneese molto nota nel territorio per i suoi progetti e i suoi studenti apprezzati.

Accompagnato da alcuni colleghi visita i locali che oggi ospitano anche il POM Lab, i laboratori di tecnologia, di automazione, di prototipazione rapida presenti nella scuola.

Una folgorazione! Un fablab in pectore! Macchine per prototipare, laboratori attivi, robot testimonianza di un know-how ben superiore alla media cui era abituato, e sistemi visti durante le Maker Faire cui aveva partecipato in precedenza.

Durante i mesi successivi il pensiero resta costantemente rivolto all’idea di poter estendere l’utilizzo di quei locali, di quelle macchine anche a chi della scuola non fa parte, che sia studente o che sia docente. In parallelo lo sviluppo dei contatti con il fablab Torino, la fiducia negli studenti del quinto anno, il sostegno di colleghi e dirigenza della scuola, l’appoggio e la condivisione di idee e valori con Gabriele consentono finalmente nel 2016 di avviare, progressivamente e per passi, di dare avvio a questa avventura.

Nulla potrebbe però partire senza un gruppo: così un gruppo solido di persone si aggrega in fretta, e così Luca e Luca, Matteo, Lorenzo, Simone, Fabio, Gabriele e Mario strutturano e danno forma al POM Lab.

Quasi tutti sono ex-allievi dell’IIS G.Vallauri che qui si sono formati, su queste macchine hanno anche lavorato e studiato: evidentemente ci si trovava bene!

Tutti poi sono animati da una goliardia ed allegria, il che rende spesso poco produttive le riunioni, e questo nella nostra cultura iper-produttiva va benissimo!

La condivisione di idee e di progetti durata sei mesi ha condotto ad una piattaforma dei valori condivisi che seguono

  1. promozione e valorizzazione
    1. di metodi di fabbricazione locale, attenti al fruitore e alle esigenze dell’utente;
    2. della cultura Open Source e Open Hardware e degli strumenti su di essa basati;
    3. della condivisione dei progetti e prodotti sviluppati all’interno;
    4. delle diverse attività proposte dai soci purché coerenti con la sua filosofia;
    5. di metodi produttivi attenti all’impatto ambientale;
    6. di attività di innovazione orizzontale sia all’interno sia in collaborazione con enti terzi;
    7. di reti di condivisione tra fablab esistenti sul territorio nazionale ed estero;
    8. di metodi produttivi non massificati e del “fai da te”;
  2. centralità della formazione e dello scambio di conoscenze come mezzo di crescita;
  3. centralità della rete come mezzo di condivisione del proprio operato;

In base a questi principi l’associazione persegue perciò le seguenti finalità:

  1. promuovere e valorizzare le diverse attività proposte dai Soci, coerenti con la filosofia del Fablab;
  2. propugnare e divulgare l’utilizzo di mezzi di prototipazione digitali e di Design aperto

Per saperne di più però…meglio dare una occhiata direttamente allo Statuto!

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